«

»

Apr 21

Lorenzo Damia e le procedure che richiedono la profilassi

Gli interventi chirurgici vengono classificati in quattro tipologie:

  • puliti
  • puliti-contaminati
  • contaminati ( con flogosi acuta non purulenta)
  • sporchi ( flemmoni ascessualizzati).

Le procedure chirurgiche del cavo orale avvengono principalmente in ambiente che viene definito “pulito-contaminato”, la situazione in cui la profilassi ha maggior efficacia. L’incidenza delle infezioni dopo terapia estrattiva è molto bassa, approssimativamente di circa l’1%. La batteriemia che insorge in seguito ad alcune terapia odontoiatriche ha una durata assai limitata e generalmente non supera i 15 minuti periodo comunque sufficiente a determinare una colonizzazione batterica. Considerando il timing di trattamento gli schemi profilattici possono essere divisi in:

  • ultra short prophilaxis che consiste in un’unica somministrazione 1 ora prima dell’intervento.
  • short prophilaxis che consiste in più somministrazioni: 1 ora prima dell’intervento e ogni 8 ore dopo l’intervento fino alla copertura delle prime 24 ore.

Sotto il termine chirurgia dento-alveolare si raggruppano un nutrito gruppo di tecniche che possono essere eseguite sia dal dentista generico sia dallo specialista (parodontologo, chirurgo orale, et.). Possono essere interessati solo i tessuti molli (biopsia, gengivectomia, et.) o anche quelli duri (inclusione dentarie, et). Solitamente queste tecniche se eseguite da mani esperte prevedono un danno tessutale ridotto e dei tempi operativi che raramente superano i 60 minuti.
L’asportazione degli ottavi inclusi e il posizionamento di impianti sono le procedure che presentano il maggior rischio di infezioni e di possibili sequele.
Considerando i denti del giudizio, il principale problema è che spesso si confonde la normale infiammazione da trauma chirurgico con infezioni della ferita. Inoltre spesso si confondono le alveoliti come infezioni batteriche e non per quello che realmente sono cioè problemi di guarigione conseguenti ad un aumentata attività fibrinolitica.
La definizione di infezione postchirurugica del siti estrattivo dovrebbe prevedere la presenza di cellulite (con fluttuazione, tensione e calore locale), fuoriuscita di pus dopo 72 ore dall’intervento, dolore e gonfiore che si prolungano dopo le 48 ore e persistente temperatura corporea superiore ai 38 ° C.
In chirurgia parodontale, in presenza di un sito altamente contaminato, la profilassi trova indicazione soprattutto nei pazienti immunodepressi e in presenza di presidi protesici. L’uso della profilassi preimplantare è stato a lungo controverso. Una recente rewiew della Cochrane Library ha riconosciuto l’efficacia di una somministrazione di 2 gr di amoxicillina 1 ora prima dell’intervento in condizioni standard. Non risulta ancora chiara l’efficacia dell’antibioticoterapia post operatoria e l’antibiotico di prima scelta. Si conclude con la raccomandazione di utilizzare una singola dose di profilassi antibiotica prima dell’inserimento delle fixture. Alcuni Autori ritengono che sia indicata in tutte le procedure in cui:

  • si esegua l’impianto di fixture o biomateriale
  • l’infezioni post operatoria può comportare conseguenze di particolare gravità
  • i pazienti abbiano una valutazione secondo la classificazione dell’American Society of Anesthesiologist (ASA) maggiore od uguale a 3.

 

Lorenzo Damia e le procedure che richiedono la profilassiultima modifica: 2015-04-21T17:18:01+02:00da lorenzodamia
Reposta per primo quest’articolo